geotermia
La geotermia sfrutta il sottosuolo come serbatoio di calore. Nei mesi invernali il calore viene trasferito in superficie, viceversa in estate il calore in eccesso, presente negli edifici, viene dato al terreno. Questa operazione è resa possibile dalle pompe di calore, motori che tutti noi conosciamo nella forma più diffusa rappresentata dai frigoriferi e dai climatizzatori.
Impianti di questo tipo non necessitano di condizioni ambientali particolari, infatti non sfruttano né le sorgenti naturali d'acqua calda, né le zone in cui il terreno ha temperature più alte della media a causa di un gradiente geotermico più elevato. Quello che questa tecnologia sfrutta è la temperatura costante che il terreno ha lungo tutto il corso dell'anno. Normalmente, già ad un metro di profondità, si riescono ad avere circa 10-15 °C. A questo punto si utilizza la pompa di calore che sfrutta la differenza di calore fra il terreno e l'esterno per assorbire calore dal terreno e renderlo disponibile per gli usi umani. Più questa differenza è alta migliore è il rendimento.
La pompa di calore necessita di energia elettrica per funzionare, In condizioni medie ogni 3 kWt resi disponibili si consuma 1 kWe.
Per rendere l'impianto compatibile con l'ambiente ed autosufficiente dal punto di vista energetico, si può abbinare ad un impianto fotovoltaico che produrrà l'energia necessaria per alimentare la pompa di calore.
Lo stesso impianto può essere utilizzato per raffrescare gli edifici, facendo funzionare la pompa di calore al contrario, quindi assorbendo il calore dalla superficie e trasferendolo al sottosuolo.
L'alternanza del funzionamento estate/inverno permette di non raffreddare sensibilmente la zolla di terreno in cui sono situate le sonde.
Un impianto che sfrutta energia Geotermica può essere realizzato nella maggior parte dei casi. Infatti, in funzione degli spazi disponibili, intesi come area nell'intorno dell'edificio da condizionare, si può realizzare lo scambio termico mediante sonde orizzontali, scavando trincee fino a 1,5 m di profondità o, mediante sonde verticali, realizzando fori di diversi metri di profondità (la profondità varia in funzione della tipologia del sottosuolo).
Un impianto geotermico può essere realizzato sia per climatizzare singole unità abitative sia per climatizzare condomini, hotel, interi parchi, etc.
Scegliere un impianto geotermico significa assicurarsi un ambiente domestico confortevole, piacevolmente caldo d'inverno e fresco d'estate, utilizzando una tecnologia rispettosa dell'ambiente e vantaggiosa dal punto di vista economico. I sistemi geotermici a bassa temperatura sono diffusi, in ambito residenziale, soprattutto nel Nord Europa e negli Stati Uniti, mentre in Italia sono ancora poco conosciuti.
In anni recenti anche nel nostro paese c'è stata una decisa accelerazione: in particolare,  l'introduzione di incentivi mirati ha favorito la realizzazione di numerosi nuovi impianti geotermici con pompa di calore. La possibilità di produrre, oltre che acqua calda per il riscaldamento invernale e per gli usi sanitari, anche acqua fredda per raffrescare durante l'estate, rende gli impianti geotermici l'alternativa ideale ai tradizionali impianti. Il grande vantaggio deriva dal fatto che un sistema geotermico racchiude in unico impianto le stessef unzioni normalmente demandate a due diversi apparecchi, cioè caldaie e condizionatori.
Una stima della vita media di un impianto geotermico può essere fatta più sui singoli componenti che sull'intero impianto: le pompe di calore geotermiche hanno una vita utile di almeno 15-20 anni, mentre le sonde geotermiche possono funzionare senza problemi per molte decine d'anni (secondo alcune fonti fino a 80-100 anni). Per tutti gli anni di funzionamento dell'impianto, non vi è pressochè alcuna necessità di manutenzione.
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Solar Investments
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