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Impianti connessi alla rete BT, è arrivata la variante V1 delle norme CEI 0-21


E’ stata pubblicata il 21 dicembre 2012 la variante V1 della norma CEI 0-21. Si tratta di un Foglio di Interpretazione della Norma CEI 0-21 “Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica”, ha lo scopo di rendere più semplice la sua interpretazione da parte degli utilizzatori e sanare alcune imprecisioni di natura editoriale. La Norma CEI 0-21, che è stata elaborata di concerto con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ed esplicita le regole tecniche di connessione alle reti di distribuzione di energia elettrica in BassaTensione (BT) su tutto il territorio nazionale, si applica a tutte le reti delle imprese distributrici.

Non ci sono grosse novità, e come scritto nella premessa si tratta di chiarimenti volti a rendere più comprensibili alcune sezioni. Analizzando il foglio di interpretazione i primi chiarimenti riguardano i microinverter, che sono stati aggiunti alla definizione di inverter specificando che si tratta di dispositivi di conversione dedicati al singolo pannello fotovoltaico, in caso di utilizzo di microinverter è evidenziato che il DDI (Dispositivo di Interfaccia) deve essere dimensionato in funzione della potenza complessivamente sottesa ad un unico sistema di connessione.

Altre indicazioni interessantiriguardano le caratteristiche della protezione di interfaccia, con il necessario chiarimento sulla protezione 59.S1 (massima tensione su media mobile). Il tempo di intervento di tale protezione, infatti dipende dalle tensioni applicate e dalla precisione di misura della protezione di interfaccia ai fini del calcolo della media mobile. Il tempo di intervento di 3 secondi quindi è stato modificato nel più logico e coerente “Variabile in funzione valore iniziale e finale di tensione, al massimo 603 s”.

E’stata inoltre meglio specificato il significato di “Prova in Campo” al fine di eliminare dubbi sulle caratteristiche di tale verifica di prima installazione. Prove di verifica in campo: vengono comprese in tale categoria sia le prove di prima installazione che quelle di verifiche successive, come definito nel regolamento di esercizio. Per “campo” si intende l’impianto nel quale i dispositivi sono definitivamente installati ai fini dell’esercizio. Risulta evidente (come avevamo già evidenziato, leggi l’approfondimento), che non si possono testate Protezioni di Interfaccia a banco o su quadri che non siano fisicamente installati e collegati nel sito ove è posizionato l’impianto fotovoltaico.

Per quanto riguarda le altre modifiche, vi rimandiamo alla lettura del testo, in quanto riguardano le modalità di esecuzione delle verifiche sulle Protezioni di Interfaccia che non interessano a tutti. Sono inoltre fornite ulteriori indicazioni sulle modalità di certificazione dei dispositivi, presso i laboratori accreditati o presso propri laboratori sotto la sorveglianza e responsabilità di apposito organismo certificatore conforme ai requisiti della norma UNI EN 45011 o, in alternativa, sotto la sorveglianza e responsabilità del laboratorio accreditato ACCREDIA presso il quale sono state fatte le prove EMC.

2 Gennaio 2013
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Solar Investments
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